Silvia's profileWords don't come easy to...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Words don't come easy to me...."Well, now evrything dies, baby, that's a fact; but maybe evrything that dies sometimes comes back" |
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Grazie a tutti quanti vogliono lasciare un messaggio od un'immagine....siate i benvenuti!!!! ( per favore, niente chat o playlist, però! Grazie)
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Qualcuno che ha lasciato una traccia.....
Quelli che mi hanno lasciato i pensieri inquieti. TUTTI QUELLI CHE MI HANNO PRESA E MI HANNO FATTA SENTIRE DIVERSA. Eccoli.
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7/3/2009 La minigonna rosa di Tropea -II parte- ( per Emilia)La minigonna rosa di Tropea ( per Emilia) -II parte-
....l'auto si fermò davanti a noi
Qualcuno scese e....ci accorgemmo che avevamo appena chiesto un passaggio in autostrada a una pattuglia della stradale
Che autostoppiste scafate, eh????
Uno dei due poliziotti non era di primo pelo, e fu lui che, con marcato accento calabrese, si prese il compito di farci un bel pò di domande su cosa facessimo lì a quell'ora di notte.
E, ovviamente, un bel predicozzo circostanziato su quello che rischiavamo, sui pericoli che si correvano, eccetera eccetera.
Si calmò un po' solo quando la controllata ai documenti e, molto probabilmente, un'attenta valutazione del nostro stato pietoso, gli chiarì definitivamente le idee.
Che eravamo davvero due ragazze del nord, magari un po' troppo emancipate ed avventurose per i suoi gusti di uomo del Sud all'antica, ma sicuramente tutto fuorchè equivoche o pseudo figlie dei fiori in cerca di emozioni forti.
E che nelle nostre sacche non c'era nient'altro oltre a vestitini, costumi da bagno, occhiali da sole e tutto l'occorrente per farci belle.
" Ma i vostri genitori lo sanno che girate facendo l'autostop??
" Sì, lo so che siete maggiorenni. Anch'io ho una figlia maggiorenne, ma non voglio vada in giro così"
Beh, Silvia, mi sentivo troppo umiliata per intavolare una discussione sull'emancipazione femminile e contro i pregiudizi. E restai muta ed a capo chino.
La mia amica, poi, era in trance e incapace di profferir parola.
" Vabbè, signorine, stateci a sentire. Ora vi portiamo via da qui. Al prossimo casello usciamo e fermiamo qualcuno.
Sulla statale c'è un punto dove fanno un mercato di frutta e verdura e adesso cominciano già ad arrivare i primi venditori. Vedrete che se vi piazzate lì, appena arriva qualcuno per comprare, troverete un passaggio.
Magari direttamente fino a Tropea.
Occhio però a non ripetere lo scherzetto di stanotte, siamo intesi???"
Come le ho detto, Silvia, non ero proprio in grado di replicare. Salimmo in macchina meste ma anche un po' sollevate.
Quando fummo dentro, vidi che l'altro poliziotto era completamente diverso dal suo collega.
Giovanissimo, suppergiù della nostra età, bruno e dall'aria decisamente curiosa verso quelle due tipe che facevano l'autostop sotto un viadotto al buio.
Ed avevano finito per fermare una pattuglia della stradale.
Ad un certo punto si girò verso di me.
E cominciò a fissarmi.
" Io ti ho già vista da qualche parte"
Gli restituii uno sguardo tra lo sbigottito e il " guarda che questa l'ho già sentita.Per provarci, inventati qualcosa di più originale"
" A me non sembra di conoscerti"
" E invece ti dico che ti ho già vista, ma non mi ricordo dove"
Ogni tanto si rigirava . E tornava a guardarmi.
" Io studio a Milano in Bocconi, non so, se sei stato di passaggio da quelle parti..."
-gli feci pure ad un certo punto, sogghignando-
" Ma no, ma no, ti sembro un tipo da università, io???" -fece quello senza manco risentirsi- " No no, ti ho vista ma non so più dove"
Intanto eravamo usciti dall'autostrada ed il collega anziano, dopo aver fermato la macchina, stava già adocchiando un possibile passaggio per noi.
Ad un certo punto, fermò una specie di cassone su quattroruote fumante e scassatissimo carico di cipolle.
Noi lo vedemmo confabulare in calabrese strettissimo con il contadino decrepito che era alla guida, e quello rispettosamente annuire tenendosi il cappello di paglia in mano.
Accompagnato dal contadino si avvicinò a noi e ci disse che l'aveva incaricato di prenderci in consegna, custodirci e portarci fino al piazzale del mercato.
Ormai stava albeggiando.
Intanto, il giovane non aveva smesso un solo istante di staccarmi gli occhi di dosso.
Anzi, ora mi squadrava apertamente da capo a piedi.
Nell'istante in cui raccattavo il borsone e stavo per issarmi sul camion, finalmente gli tornò la memoria.
"Ora mi ricordo dove ti ho vistaaa!!!!
L'anno scorso tu eri in vacanza a Tropea , con la tua amica!
E...giravi...... con...con.... UNA MINIGONNA ROSAAA!!!"
Beh, Silvia, finì che prima di lasciarci mi diede indirizzo e numero di telefono.
Sotto lo sguardo divertito ed interessato del collega.
Ovviamente non lo chiamai mai.
Ma il gioco ci stava tutto.
Finì che il vecchietto si rivelò la persona più amabile del mondo e conversò con noi ininterrottamente per quasi due ore.
Dandosi però domande e risposte da solo perchè non parlava letteralmente una sola parola di italiano e noi avevamo delle difficoltà con il calabrese.
Ci offrì generosamente le sue sigarette che producevano un fumo al confronto del quale la nube tossica di Seveso era rosolio.
Arrivati al piazzale, trovammo due tipi di Reggio Calabria con Mercedes ed orologi d'oro che erano venuti a trattare la verdura all'ingrosso e ci portarono direttamente a Tropea.
E furono le uniche due persone mai intoppate che mi capitò intavolassero discorsi a doppio senso con la mia amica.
E quella scema, con il cervello completamente in fumo, sulle prime cominciò a dar loro corda fino a che la cosa cominciò a preoccuparmi.
Ma, Silvia, eravamo negli anni '70.
Le dissi chiaramente che o la smettevano tutti oppure io sarei scesa e poi fatti loro.
Arrivammo a destinazione prima di subito.
E tanto poi avevo il numero di quel poliziotto.
Solo che all'epoca, cellulari non ce n'erano
Il resto della vacanza fu meraviglioso, e con questo le ho detto tutto.
A Milano, però, tornammo in treno"
Emilia ha terminato di raccontare.
Ricambia la mia lunga gustosa risata con un sorriso ed uno sguardo vago, disteso e venato di dolcezza distante.
Poi prende il sacchetto con le camicie, e sempre sorridendo , invece di stringermi la mano come al solito stavolta fa un gesto che è una carezza leggera sul mio braccio e poi chiude forte la sua piccola mano per un istante sul mio polso.
Mi fissa , mi dice :
" Arrivederci, Silvia"
ed esce, confondendosi e svanendo nella luce diffusa e sfolgorante della sera di Giugno.
Emilia, che tornerà domani a Milano per riprendere la sua battaglia.
La sua battaglia contro la malattia che la divora.
Che mi hanno detto ormai perduta, senza scampo e prossima alla conclusione .
Emilia che forse non rivedrò mai più.
E lei lo sa.
Agli estranei si fanno a volte confidenze, si raccontano storie e storielle.
Ma lei voleva dirmi che non lo sono stata, anche se il tempo ci ha concesso, purtroppo, solo di sfiorarci
E allora mi ha regalato un piccolo francobollo della sua esistenza
Uno scampolo felice ed indimenticabile di quando era una ragazzina testarda ed un po' incosciente, più di trent'anni fa.
Perchè ,ho capito, vuole essere ricordata così.
E il ricordo non appartiene agli estranei.
6/30/2009 La minigonna rosa di Tropea-I parte ( per Emilia)Mi scuso con i miei lettori che si sono moltiplicati grandemente da quando ho cominciato ad affrontare l'argomento dei sentimenti che viaggiano sul Web.
Evidentemente siamo un popolo di sentimentali
Tornerò sul tema con ancora due succosissimi post ( in cauda venenum...) , ma, per adesso, vi rimando a rileggervi con attenzione gli altri.
Fate i bravi che poi vi interrogo
Adesso DEVO scrivere qualcosa di dedicato ad una persona speciale .
Il tempo è stato abbastanza spietato per farmela incontrare e conoscere ma non per farla entrare nella mia vita.
LA MINIGONNA ROSA DI TROPEA - I parte-
( per EMILIA)
Emilia è una mia cliente. Qualcosa di più di una semplice cliente. Con altri tempi , questa definizione sarebbe diventata sempre più labile, fino a confondersi con un profilo assai diverso.
Emilia è un'ottima cliente. Di eccelso buon gusto, decisa, veloce, dal budget pressochè illimitato.
Una donna che mescola con classe e nonchalanche tuniche di Chanel da 1500 euro e giacche da 5000 con infradito colorate del mercatino.
Emilia, alta dirigente di banca divisa tra i trilli continui del blackberry , le coccole al cane, le dritte alla figlia e qualche discorso con me.
Una donna minuta, minuta e piccolina.
Ma che odia i tacchi alti.
Dal piglio decisionista, la battuta tagliente e l'intelligenza folgorante.
Che non si perde in contorcimenti mentali insulsi, sbalzi d' umore, volubilità demenziali e caratteriali .
Di cui ogni parola ha un peso ed un significato.
Insomma , una donna di quelle che piacciono a me
E che vorrei incontrare sempre sulla mia strada
Ieri mi è venuta a trovare.
Era molto, molto stanca. Affaticata. E parlava piano, molto piano.
Ha comprato poco,qualche camicia ampia di cotone con le piegoline.
Senza nemmeno provarle, come fa di solito.
Ma, stavolta, aveva voglia più del solito di parlare con me.
Anche se le costava molta fatica, e a tratti doveva interrompersi.
Rifiatare un attimo, e continuare.
Non so come, ad un certo punto il discorso è scivolato sugli anni '70.
Chi mi conosce sa che sono molto legata ai miei ricordi, purtroppo vaghi, di quel decennio.
E sono assai contenta se invece qualcuno che li ha netti e precisi me ne rende partecipe.
Emilia, aggiustandosi la papalina all'uncinetto che aveva sul capo, ha cominciato a raccontare .
"Negli anni '70 c'era molto più rispetto per le persone e le loro scelte, in generale. Soprattutto tra i coetanei. Allora, era IMPENSABILE che un tuo coetaneo potesse avvicinarti per farti del male.
Quello che successe a quelle poverette del Circeo, avrebbe potuto succedere a me o alla mia migliore amica.
Allora era normale incontrarsi, fare amicizia , accettare inviti a feste, giri in macchina od in barca, vacanze assieme. Sì, assieme a ragazzi conosciuti magari pochi giorni prima. L'unico "rischio" che ti poteva capitare, era che qualcuno ci provasse, quello ovvio che sì .
Ma le assicuro, Silvia, che bastava uno sguardo deciso , una parolaccia o la minaccia di andarsene perchè lasciasse subito perdere.
Il "pericolo" era nell' immaginario il vecchio bavoso che legge il giornale pornografico di nascosto e spia le coppiette. Se stavi alla larga da quello, cosa mai potevi aspettarti di male da un ragazzo come te???
Le racconto questo.
Io e la mia migliore amica di allora passammo le vacanze a Tropea, nell'estate 1975.
Io bocconiana brillante, lei studentessa in lettere alla Cattolica di Milano.
Due ragazze sole, arrivate in treno, che andavano in giro in miniabiti , bikini all'uncinetto , micro-minigonne e tiravano tardi nei locali ballando sui tavoli.
Ammirate, circondate di sguardi e complimenti.
Invitate, ricercate, sbirciate un po' di traverso , a volte, dalle coetanee del luogo per le quali eravamo nordiche forse un po' troppo emancipate.
E con un tutti i giorni inviti a feste, aperitivi, giri in barca.
Mai, le dico MAI, l'interesse sfociò in altro che in galanterie che ormai a Milano erano retrò come accompagnarci all'albergo in macchina ed aspettare che salutassimo dalla finestra per accertarsi che era tutto ok.
Insomma, uno spettacolo.
L'anno dopo, decidemmo perciò di bissare.
Però, stavolta, optammo per un diverso modo di viaggiare.
Veramente anni '70.
L' AUTOSTOP, DA MILANO ALLA CALABRIA
Silvia, la sua faccia mi dice tutto. E adesso, la farei anch'io. Ma, allora, era la cosa più normale del mondo.
Normale fino ad un certo punto, però. Almeno per noi.
Che non eravamo esattamente abituate al campeggio libero e a girare con zaino e sacco a pelo.
E nel Sud, nel 1976, non avevamo calcolato che le strade e le macchine circolanti non erano quelle di Milano e della Lombardia.
Cosicchè , partite all'alba, sporchissime, sudate, stravolte e con la mia amica in piena crisi di nervi, la notte già del giorno successivo ci trovammo sotto il ponte di un viadotto autostradale.
In realtà, chi ci aveva scaricato lì lo aveva fatto con intelligenza.
Perchè,nonostante il divieto di autostop in autostrada, ci aveva spiegato che se ci avesse lasciato sulla statale, a quell'ora di notte, avremmo dovuto dormire ai bordi della strada e sicuramente prima del mattino inoltrato non ci avrebbe raccolto nessuno.
" Se vi lascio qui, ragazze, state all'occhio alla stradale ma almeno potete sperare che qualcuno vi carichi . Buona fortuna!"
La mia amica ebbe un tracollo nervoso e cominciò a singhiozzare . Io l'avrei picchiata. Ora bisognava farsi coraggio e fermare qualcuno, ed invece a quella cretina saltavano i nervi. Insomma, Silvia, finì che ci accapigliammo ai bordi dell'autostrada.
Però le misi bene in testa di aguzzare la vista e fermare chiunque passasse.
Tra l'altro, era buio pesto e noi eravamo entrambi miopi come talpe.
Ma, per questioni di look, gli unici occhiali da vista che ci eravamo portate dietro erano anche da sole. E quindi, di notte, inutilizzabili.
Ad un tratto, vedemmo dei fari.
Saltammo quasi in mezzo alla carreggiata, sbracciandoci.
La macchina si fermò.
E....
( continua)
6/24/2009 Quando i sentimenti corrono sul Web : L' AUTOINTORTAMENTO ED I SUOI RISCHI ( importante!!!!)L'AUTOINTORTAMENTO ED I SUOI RISCHI
...ormai, arrivati a questo punto, saprete tutto su come funzionano i contatti umani via Web
Almeno se siete stati alunni diligenti.
Supponiamo adesso che siate in contatto con un altro abitante del Web e lo abbiate fatto in posti "sani"
Lo so che vi darò un dispiacere, ma non parlerò di posti dove incontrare partner per piacevoli serate e nemmeno anime gemelle.
Non ci sono mai stata
Beh, supponiamo sempre che quella famosa persona vi ispiri TANTO da volerla conoscere meglio.
E non si tratti nè dell'omino con l'impermeabile, nè del reduce traumatizzato
( Se vi interessa questa tipologia di persone smettete pure di leggere perchè non saprei proprio che consigli darvi)
Tanto per cominciare, alla fatidica domanda:
MA QUELLO CHE LE PERSONE AFFIDANO AL WEB LE RISPECCHIA VERAMENTE, O NO???
.....
Vi dò la mia risposta:
IN GENERE, SI'
( nel bene e nel male)
Intendo dire, per mia esperienza personale, è veramente difficile leggere sentimenti, ricordi, emozioni ma anche blog meno personali di gente che avreste detto CON ASSOLUTA CERTEZZA parenti strettissimi di Gandhi o San Francesco e scoprire invece lo sono di Jack lo Squartatore o del principe Vlad Tepes Dracul detto l' impalatore.
Poi, chiaro, dipende da quanto e da quanto profondi sono i pezzi di sè che si decide di rendere di pubblico dominio sulla piazza del paese virtuale.
Ma, credetemi, bazzicando il Web non mi è mai capitato di avere riscontri così stridenti.
Certo, ho trovato uomini/donne misteriosi ed anodini che qualcosa da nascondere ce l'avevano davvero
( Cavoli tuoi, mi direte....e avete ragione!!
Ho incontrato su forum tipe e tipi talmente spumeggianti, brillanti, effervescenti da farmi pensare che di fronte a loro Teo Teocoli e Luciana Litizzetto messi assieme avrebbero dovuto andare a nascondersi.
O in grado di dare lezioni di striptease all' intero corpo del Moulin Rouge o di sapienza pure a Rita Levi Montalcini.
Invece no.
Si trattava ( meno male.....!!!) di persone normalissime e magari pure un po' sottotono e dimesse nella vita reale che però davanti allo schermo di un pc vincevano tante insicurezze o allentavano un po' i freni inibitori.
Niente principi Dracula o Jack gli squartatori.
Insomma, niente a che vedere con quello che succede nelle migliori famiglie del paese.
Dove c'è chi afferra la mannaia e fa a pezzi parenti, vicini e anche i loro animali domestici.
Eppure tutti vi diranno che era la persona più tranquilla del mondo e fino alla strage non aveva mai fatto del male neppure ad una mosca.
Ovviamente, la cosa è valida anche nel senso contrario.
Ho incrociato ( eccome...) personaggi che non mi piacevano PER NIENTE virtualmente parlando.
Le mie impressioni sono state poi PUNTUALMENTE confermate.
SEMPRE.
Quindi, in un certo senso, se il tipo/a vi ispira, fidatevi.
ATTENTI PERO'....
( eh eh...se fosse tutto così facile, credevate che avrei sbrodolato così a lungo 'sta storia dei sentimenti sul Web???
ESISTE IL FAMOSO EFFETTO " AUTOINTORTAMENTO"
Gli psicologi lo chiamano più propriamente "proiezione"
Quella particolare persona che SICURAMENTE ha ALCUNE ( o magari, TANTE) cose in comune con noi o/e interessanti....
MA, complice il VIRTUALE, diventa ...
LA PERSONA CHE ABBIAMO ATTESO TUTTA LA VITA ( o quasi)
Quella : " Ma come facevo prima senza di te..??? Ma perchè questo destino baro e vigliacco ci ha fatto nascere distanti...???"
Quella che ci capisce, quella come noi, quella che come lei/lui non c'è nessuno/a....nei casi più pericolosi, l' altra metà della mela
( occhio....se arriviamo a certe conclusioni, c'è il rischio che una delle due metà della mela sia bacata. Magari la vostra)
Purtroppo, quando l'autointortamento scatta ( favorito da approcci SBAGLIATI alle comunità virtuali ....e da mancanze emozionali di vario genere.....
E' LA FINE.
Anche se " Farfalla lucente" dallo stile sopraffino, fine dicitrice,acutissima e sensibile lettrice di stati dell'animo, presumibile leggiadra abitatrice di Avenue Montaigne o di qualche maniero scozzese si chiama in realtà Ermenegilda der Tufello o Pinuccia di Sesto San Giovanni.
Anche se vi manda la sua foto e io vedo una chiattona buzzicona fatta a cofano e con i denti arcuati alla Bunny......
voi vedrete una simil- Manuela Arcuri.
Anche se in realtà si è laureata in "scienza di come trovare il pelo nell'uovo senza romperlo ", per voi sarà una sublime poetessa ( Nobel per la letteratura) una geniale scienziata( Nobel per la fisica e la Chimica ...tutti e due assieme....) e una meravigliosa ambasciatrice di pace ( ovviamente Nobel per la pace)
Cari miei, l'autointortamento è una gran brutta cosa.
Soprattutto se si autointortano in due e del sesso opposto
Come al solito, esagero un po' per tenervi desti....ma, credetemi.... E' TUTTO VERO !!!!!
Però, anche nel caso vogliate semplicemente stare sul piano dell'amicizia, la cosa è da evitare CON MOLTA CURA.
E' uno dei rischi più grossi del virtuale, assieme all' impossibilità di regolare i conti, i fatti ed i fattacci come fareste col vostro miglior amico o peggior nemico del vostro paesello.
Come non farsi autointortare o autointortsarsi???
E, SOPRATTUTTO, quali COMPORTAMENTI EVITARE affinchè IL vostro AMICO VIRTUALE non si trasformi in un INCUBO REALE o, semplicemente, prendiate un GROSSO GRANCHIO con qualche soggetto/a....???
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( STAY TUNED!!!)
6/16/2009 Quando i sentimenti corrono sul Web: CONTATTI, SIMPATIE ED AMICIZIEQuando i sentimenti corrono sul Web : CONTATTI, SIMPATIE ED AMICIZIE
...dicevo, prima o poi sarete contattati .
Se è per avere la risposta a domande del tipo :" Dove ha eseguito Olga Korbut per la prima volta il suo loop alle parallele asimmetriche ? Ed in quale anno?" o per l'mp3 di un 'imperdibile suite dei Museo Rosenbach o dei Picchio dal pozzo ( gruppi prog italiani anni '70 per adepti strictly) e NIENT'ALTRO, poco vi importerà di interagire con il reduce dal Vietnam traumatizzato o il nostro famoso omino con l'impermeabile.
Non riuscirà da lontano a farvi vedere cosa c'è sotto l'impermeabile
Diverso è il caso in cui entriate in contatto con persone con cui, PER INSANI ED INSPIEGABILI MOTIVI, avvertite del feeling.
Voglio dire, finora avete letto quello che ha scritto un tizio/a che si fa chiamare "Puffettino" o " 4mg zp853" o " Vecchiabefana" o " Rafficadivento" o " Crepe Suzette".
Non lo avete mai visto nemmeno in foto.
Lasciamo perdere sapere chi sia, cosa faccia nella vita e se è uno perbene o cela segreti inconfessabili
PERO', PERO'...
vi piace quello che scrive e come lo dice.
Siete quasi sempre d'accordo con lui/lei nei vari topic, ne ammirate competenza, stile ed ironia.
Ha interagito con voi a colpi di "quote" e vi sembrava di chiacchierare con una persona conosciuta da sempre.
Se non lo vedete più sul forum, vi prende la nostalgia e vi chiedete che fine ha fatto.
Il giorno che ricompare il suo avatar, esultate dentro di voi come se aveste ritrovato un amico perso di vista.
E , SOPRATTUTTO, VI SEMBRA CHE ABBIA TANTO DA CONDIVIDERE CON VOI
IN PENSIERI, PAROLE, OPERE.
(E anche omissioni)
ECCO, LA SCINTILLA E' SCOCCATA
State tranquilli che prima o poi vi arriverà un messaggio personale da parte sua o glielo manderete voi perchè vi verrà voglia di chiedergli qualcosa per dirimere meglio la sua intrigante personalità
Regola number one per incappare nelle persone giuste:
NON FORZATE I CONTATTI, MA LASCIATE ARRIVINO DA SOLI
Se scrivete cose belle ed interessanti qualcuno vi cercherà proprio per questo.
Ed è già un buon inizio.
Io venni contattata dal mio amicissimo specialissimo Giulio proprio quando sparii dal forum dove ci incontrammo. E dove non ci scambiammo nemmeno un messaggio o un post.
Ma lui si ricordava di me e mi cercò .
E mi trovò.
Un altro mio amico(
Poi un giorno mi arrivò sul lavoro con due DVD di Bruce Springsteen.
Eppure ricordo ancora adesso che il primo pm che ricevetti ( dopo un anno di forum) mi fece letteralmente sobbalzare sulla sedia per la sorpresa.
L'interessato sa di cosa parlo.
Se invece i contatti li forzerete voi messaggiando tutti i forumisti, facendo gli amiconi, i debordanti, gli spiritosi, gli esaltati dalla realtà virtuale, sarà come farsi notare sostituendosi allo scemo del paese nella scalata all'albero della cuccagna il giorno della sagra patronale magari in presenza della banda, del sindaco e pure del vescovo
Facile che funzioniate da calamita per gli altri scemi del paese come il pifferaio di Hamelin con i topi.
Dicevo...voi non sapete assolutamente chi siano in realtà Rafficadivento o Crepe Suzette.
Magari avessero scelto come nick nomi evocativi tipo " Siffredi, Rocco" o " Il tempo delle mele verdi" potevate avere qualche indizio per lavorarci su (di fantasia galoppante)
Magari prendendo solenni cantonate perchè "Siffredi, Rocco" magari è un nickname autoironico o " Il tempo delle mele verdi" è quello del proprietario di un agriturismo in cerca di volontari per la raccolta delle stesse.
Oppure di una mela, sì. Ma non fresca e croccate. E verde.
No . Matura, ed anche tanto.Per non dire cotta e decotta
...quindi, in sostanza il motore di tutto è stata
l'idea DI AVER TROVATO UN PROPRIO SIMILE con cui INTERAGIRE COSTRUTTIVAMENTE e, SOPRATTUTTO.....
CO-MU-NI-CA-RE!!!!!
( in senso lato: magari uno a cui il brasato di rana alla cantonese fa venire l'acquolina in bocca come a voi mentre a casa nostra è tabù il solo nominarlo)
QUALCUNO CHE FA DIRE : " ANCHE LUI/ LEI...COME ME....!!!!!
UGUALE UGUALE UGUALE!!!"
( o anche che " CHE PIACERE DEV' ESSERE FARE QUATTRO CHIACCHIERE CON LUI/LEI...")
Ora, apro una piccolissima parentesi.
Ci sono infiniti forum che trattano infiniti argomenti.
Io ne ho frequentato UNO SOLO tematico, anche se ovviamente ne ho sbirciato altri tematici o generici in cui si può parlare di tutto.
Dalle omelette ai gattini ai cavoli propri.
Anche in quelli in apparenza aridamente tecnici ( fertilizzanti, mangimi, forum di ragazzini in cerca di "aiutini" per i problemi di chimica o di fisica) vi posso assicurare nascono le stesse interazioni degli altri
Sono sicura che sul forum di fertilizzanti è scoccato l' amore tra il rude massaro siciliano Turiddu e la bella imprenditrice Violetta di Busseto ( Parma) che gestisce con successo un agriturismo e fa la corista al teatro Regio.
Causa motivi ormonali, lasciamo perdere cosa può nascere in un forum di ragazzini in difficoltà con la chimica
Ci sono poi forum in cui si parla di amore e sentimenti
( mai frequentati, beninteso)
Lì le percezioni tra persone che mettono a nudo la loro vita sentimentale vengano amplificate.
A volte, in modo allarmante.
Capirete che incappare nella persona sbagliata qui può essere molto molto dannoso.
Un conto è sentirsi affini nei giudizi su Olga Korbut o sul prog italiano, senza essersi mai visti.
Un conto è sentirsi affini quando si parla di drammi matrimoniali.
Sempre senza essersi mai visti, quello è il punto
Esiste il rischio concreto del famoso EFFETTO AUTOINTORTANTE
Che c'è sempre.
Ma è ASSAI ASSAI pericoloso quando si lega con una persona avvicinata a causa di un comune problema esistenziale
SOPRATUTTO SE E' DEL SESSO OPPOSTO
( eh eh....vedete che , piano piano, all'amore sul Web ci arriviamo...???
(nel prossimo post parlerò dell'autointortamento, dei suoi rischi e, finalmente, vi darò qualche umilissimo criterio non solo per scansare omini con l'impermeabile e scemi del villaggio, ma per cercare di beccare in questo postaccio del Web delle brave persone....)
STAY TUNED....ora più che mai...IL BELLO STA PER ARRIVARE......!!!!
6/12/2009 Quando i sentimenti corrono sul web :I FORUM ED I LORO ABITANTI...allora, cinque anni fa giusti giusti, trascinata alla perdizione da una passione inarrestabile
( ... è sempre la stessa storia...
approdai su un altro forum.
Italiano, stavolta.
E tematico. Ma, nonostante vi si parlasse in qualche remoto angolo pure di Nadia Comaneci, NON si occupava di sport .
Non parlerò adesso di questo forum perchè si tratta di un capitolo chiuso .
E poi vi annoierei.
Tante persone tra gli amici che mi seguono li ho conosciuti proprio lì
e sanno anche come andarono a finire le cose.
( ma allora è vero che si fa amicizia tramite i forum!!! direte voi, capziosi che non siete altro...
Sì...ma DOVRETE leggervi il resto dell'intervento per capire come !!!!....
Vabbè, dai. Torniamo ai fatti che ci interessano.
Successe subito una cosa per me parecchio parecchio strana.
Non so, forse era il periodo un po' così, forse mi entusiasmai leggendo via via.
Forse mi ero stancata di decifrare imprecazioni, frasario gergale e sottigliezze tecniche in inglese non proprio oxfordiano e lì invece trovai interventi arguti, ben scritti ma pure talmente divertenti da farmi contorcere dalle risate.
Forse perchè ,fino ad allora, non avevo trovato omini con l'impermeabile sotto casa.
Insomma, lo feci.
PER LA PRIMA VOLTA, MI ISCRISSI
Mi scelsi un avatar, un nickname e non specificai OVVIAMENTE nulla circa provenienza geografica e data di nascita.
Il fatto che non fosse possibile inserire foto personali nel profilo mi tranquillizzò
Niente maniaci , esibizionisti/e, accalappiatori on Web . Maschili e femminili.
Quello sì che doveva essere un posto serio dove si parlava di cose interessanti e divertenti, e basta!!!
Vabbè.
Comunque, man mano che la mia partecipazione e presenzanel forum cresceva, capii che lì sopra non funzionava come i posti che avevo frequentato fino ad allora.
Dove i nickname erano davvero nickname e basta.
E anche se venivano scagliati insulti sanguinosi ,le persone in questione erano distanti almeno 3000 chilometri e non si sa nemmeno se tali offese arrivassero o si perdessero per strada o in mezzo all'oceano.
No, quella era una vera e propria comunità virtuale con vita del tutto analoga a quella di una cittadina di provincia.
Quindi, torbida ed intricata.
Segreta e piena di peccati.
E, ovviamente, popolata di peccatori.
Ricapitolando:
FORUM GRANDE = PICCOLA CITTADINA DI PROVINCIA DAI VIZI INCONFESSABILI
(esagero un po', eh, ma devo tener desto il vostro interesse....
E,come in tutte le cittadine di provincia, nei forum troverete LE STESSE IDENTICHE TIPOLOGIE UMANE.
E DISUMANE, ANCHE
Prima considerazione:
Se si segue assiduamente un forum, l'anonimato prima o poi diventa un animale ancora più mitologico della chimera o della fenice.
Prima o poi sarete contattati (per svariati motivi) da altri forumisti.
Se voi, poveri infelici come me e la monaca di Monza, risponderete, sarete perduti.
A meno che non vogliate rifiutare di declinare anche solo le generalità o presentarvi ad un eventuale incontro con passamontagna ed impermeabile.
Ma ricadreste sotto un'altra tipologia di persone.
Da lì, basta niente e TUTTI sapranno TUTTO di voi.
PROPRIO COME NEI PETTEGOLEZZI-BENE DELLE CITTADINE DI PROVINCIA
Ergo, STATE BEN ATTENTI in generale a quanto di voi volete dare in pasto ai pettegolezzi.
C'è il rischio di venire divorati, e mica tanto virtualmente
Seconda considerazione: è rappresentata TUTTA, ma proprio TUTTA, la cittadinanza.
C'è lo scemo del paese.
La signora annoiata come Emma Bovary che non vede l'ora di incappare in un Rodolphe o un Léon.
La ragazza facile
I fedifraghi/e seriali
Il bombato della palestra od il bagnino (presunto) strafigo
Quello che basta che respiri ( eh sì, ci sono anche lì...
Gli intrallazzatori ed i faccendieri
I ruffiani e le mezzane
(e i loro amici/amiche del cuore)
I fancazzisti da bar ( da forum)
I beghini, gli ipocriti, i finti dottori e gli spettegolatori di professione
Quelli che complottano per rovesciare la giunta comunale
sentendosi eredi di Machiavelli
I fissati, i morbosi, gli interessati, i politici, i lecchini ed i lacchè del sindaco
I pazzi furiosi, quelli mentalmente instabili, i mitomani, i cannati persi
I traumatizzati dalla guerra del Vietnam o dall'educazione delle orsoline
Le aspiranti al titolo di Miss Forum
Le primedonne isteriche del Lions Club
la nobile decaduta, il soprano che ha perso la voce, il cacciatore che non ha più cartucce da sparare
.....
lo so cosa pensate.... eh sì....
C' E' PURE L' OMINO CON L' IMPERMEABILE
Ah, ovviamente ci sono anche TANTE persone tranquille ed a modo come, ad esempio, il vostro giornalaio o la vecchia sacrestana, ma, essendo perbene non fanno notizia e quindi non le ho ricordate
E TUTTI QUANTI, PRIMA O POI, VERRANNO IN CONTATTO CON VOI.
ALCUNI VI OFFRIRANNO LA LORO AMICIZIA, CON ALTRI VI VERRA' VOGLIA DI FARLO VOI
Ora, immagino che vi turbi un po' allacciare rapporti molto stretti con un traumatizzato del Vietnam con problemi di sdoppiamento della personalità e passione per asce, mannaie e coltelli.
A meno che non abbiate visto troppi film, penso che nella vita normale avvicinereste una persona del genere con molta molta cautela.
Non è che la evitereste, magari...ma vorreste essere certi che quando la incontrerete non si sia portata dietro la valigetta con il set di asce.
Nella vita reale, evitare le tipologie di persone per noi non congeniali non è difficilissimo.
Almeno in linea di principio.
Poi c'è chi si vuol fare del male o cade vittima di inganni, certo.
NEL VIRTUALE, CARI LETTORI, DIVENTA TUTTO INFERNALMENTE PIU' COMPLICATO
Non crediate, se avete permesso alla persona SBAGLIATA di entrare nella vostra vita, di potervela cavare a buon mercato.
Se siete arrivati fin lì, non lo cancellerete più con un click di mouse o spegnendo il pc Vi farà gli stessi danni dell'amico /a d'infanzia traditore o dell'amante ingannatore.
Con la differenza, come ricordato nel primo post della serie, che magari l'amico traditore potete sempre acchiapparlo e riempirlo di schiaffi.
CHI E' DISTANTE 700 CHILOMETRI, NO.
( prossimo post: perchè ci si affeziona alle persone in blog e forum, parlando di che cosa e.....qualche idea per evitare le persone sbagliate, trovare quelle giuste e farsele amiche)
( il post sull'amore può aspettare....ed anche voi!!!
STAY TUNED!!!
6/8/2009 Quando i sentimenti corrono sul web : forum e blog, persone ed amicizieForum e blog, persone ed amicizia
Riepilogo quindi come e perchè scoperchiai, quasi cinque anni fa, il vaso di Pandora del Web interattivo.
E poi vi racconterò come da lì nascono le amicizie.... e gli amori(
( Bricconcelli , bricconcelli.....lo so che non aspettate altro!!! Ma dovrete pazientare un po', eheh!)
Dunque....
Mi mostrarono una chat la prima volta nella tarda estate del 1996.
Lo fece il tecnico informatico chiamato dall'azienda per la quale lavoravo all'epoca per istallare Internet sul lavoro.
Prima di allora, c'erano state le mitiche banche dati e le reti aziendali supportate da Novell Netware.
Beh, la chat ( in inglese)la aprì quel tecnico, mi spiegò brevemente cos'era e come funzionava, postò due messaggi, mi chiese se volevo farlo io.
Risposi : " Assolutamente no"
A parte il fatto che all'epoca per me il pc era un serissimo strumento di lavoro E BASTA, che ero cresciuta a suon di Ms Dos , MathCad, Autocad , Wordstar, elementi di programmazione in C e C++, il primo pensiero che ebbi riguardo chat e simili fu:
" Ma che @@@@@ di persone devono esserci al mondo per attaccarsi ad un pc a scrivere tante @@@@@@@ tutto il santo giorno!!! "
Ovviamente, una legione di fancazzisti perditempo nella migliore delle ipotesi.
Nella peggiore, maniaci, pervertiti, identità fasulle, serial killer et similia.
Quelli che , come nelle più classiche leggende urbane, te li trovi sotto casa con l 'impermeabile, il cappello, e basta.
I FORUM.
Beh, quel tecnico ci fece vedere anche qualche forum.
All'epoca erano ASSAI ASSAI spartani.Con grafica inesistente , niente immagini, faccine, avatar.
Al posto del "quote" si usava la risposta alla mail con i segni di "maggiore di".
Ovviamente ci pilotò su quelli tematici, che allora erano la quasi totalità.
Beh, questa roba dei foum mi parve un filino più seria.
Quantomeno, pensai, se a me interessa raccogliere in tutto il mondo gli amanti del brasato di rana alla cantonese, non è facile farlo con il passaparola.
Allora apro un forum in Internet intitolato appunto
" Amanti del brasato di rana alla cantonese, UNITEVI!!!"
..ed ecco che, magicamente e con poca fatica troverò tutti i miei simili con i miei stessi gusti squisiti.
Per vari motivi io ed i forum, però, dopo esserci stretti convenzionalmente la mano, non avemmo rapporti intimi fino a fine 2000 circa.
Quell'anno ci furono le Olimpiadi di Sidney.
Ora, come molti lettori di questo blog sanno, adoro la ginnastica artistica.
Che non è esattamente popolare com il calcio e non gode anche in tempi olimpici di grande copertura e seguito.
Dove potevo trovare notizie, risultati, esercizi, gossip di ginnastica se non sul Web???
Ecco, il primo passo verso la mia rovina era stato fatto
Dal frequentare assiduamente siti di ginnastica ( e, essendo all'epoca TUTTI americani, mi costringevano anche a fare un po' di esercizio lessicale...) al finire su qualche FORUM di ginnastica il passo fu breve.
Forum per veri adepti, eh, praticamente cose da carbonari.
Dove si aprivano interminabili discussioni se era più difficile il salto Tsukahara teso con avvitamento nel secondo salto ( salto Chusovitina, layout full-out Tsukahara) o quello nel primo ( salto Touzhikova, layout full-in Tsukahara).
E chi l'avesse fatto meglio ed in quale competizione.
Ora, devo confessare che, nonostante la cripticità degli argomenti trattati e la cerchia di veri adepti, mi ero accorta che a volte, pure lì, le discussioni degeneravano
In insulti razzisti ( molto usati, visto che ovviamente i forumisti erano di tutte le "razze" : russi, americani, cinesi, europei, ecc ecc), offese personali , minacce sanguinose, revanchismo delle guerre di tutto il secolo scorso.
Mio dio...a che pro...????
Mi chiedevo smarrita....
Frequentavo TRE forum di questo genere.
All'epoca, chiunque poteva leggere e su due si poteva pure scrivere senza essere iscritti.
Cioè, senza dover fornire e-mail ed altri dati.
Avevo giurato a me stessa, pensando all' omino con l'impermeabile in attesa sotto casa, che MAI E POI MAI mi sarei iscritta ad un forum.
Scritto sopra, sì.
ISCRITTA, MAI
E se poi gli omini con l'impermeabile fossero stati addirittura due o più????
Beh, a causa degli insulti, delle risse e chissà cosa d'altro, un forum fu chiuso e gli altri due chiesero la registrazione e la presentazione pure per leggere.
AH SI' ????
BEH, ALLORA.....
FORUM , NON MI AVRETE MAIII!!!!!
Pensai quindi di aver chiuso, fine 2003 circa, la mia esperienza con la realtà virtule.
Però, la nostalgia degli altri amanti del brasato di rana alla cantonese si faceva sentire
Un giorno, colta verosimilmente da raptus dovuto a carenze relazionali varie, digitai sulla barra di Google le seguenti parole : " Nadia Comaneci" e cerca :
" pagine in italiano"
( eh sì, mi ero un po' stufata di colloquiare in inglese sguaiato e gergale...anche se mi ero fatta una cultura non indifferente in parolacce ed espressioni colorite
......
il motore di ricerca mi portò PER CASO in un posto che sarebbe stato anche un po' casa mia
per TRE ANNI E MEZZO...
e da dove sono partita per parlarvi di amicizia e sentimenti online....
( prossima puntata : che cavolo di posto sono i forum, che persone vi abitano, che sentimenti ne scaturiscono, come si allacciano rapporti con i forumisti e di che genere.....)
STAY TUNED...ora più che mai!!!!!
6/3/2009 Quando i sentimenti corrono sul Web : il vaso di Pandora
Quando i sentimenti corrono sul Web
I parte: Il vaso di Pandora
Sono reduce da quattro meravigliosi giorni a Napoli. Sulla città non vi dico niente, ci sono le foto a parlarne. Ma non sono stata a Napoli solo come turista. Anzi, il turismo è stato un pretesto. A Napoli ho incontrato di persona per la prima volta tre persone, tre amici due dei quali presenti anche sul mio Spaces e tutti quanti invece su Fb. Persone incontrate casualmente nel virtuale e che si sono tramutate, per ragioni troppo lunghe da spiegare, in presenze reali alle quali mancava solo il riscontro dell’incontro di persona.
Saranno cinque anni a Luglio che bazzico l’Web frequentando ANCHE luoghi che rendono possibili eventuali incontri con le persone con cui si interagisce. Da allora di questi incontri ne ho fatti un po’. Per curiosità, empatia avvertita, svago, comunanza di interessi. Per passare una giornata diversa dal solito. Alcuni in Riviera, oppure altrove. O a metà strada. Esiti diversi, impressioni diverse, riscontri e contatti che sono morti o proseguiti a lungo con vari decorsi.
Questo è forse l’argomento più personale che ho toccato e toccherò su questo blog.
Da molto tempo meditavo una serie di post al riguardo. Fatti recenti, incontri ( non ultimo questo di Napoli) e, soprattutto, la curiosità di amici e lettori che mi chiedono :
“ Ma tu ti fidi ad incontrare la gente che conosci in Internet?” “ E come sono poi in realtà?” “ Ma è possibile davvero fare amicizia?” “ Non è che poi si hanno brutte sorprese?”
mi hanno indotta a rompere gli indugi e a raccontarvi qualcosa.
Visto che l’argomento è lungo e mi appassiona, sarà ovviamente diviso in capitoli e vi prometto che cercherò di essere succosa e divertente per non annoiarvi. E magari darvi qualche dritta.
Non vi dirò nè di RIFIUTARE le occasioni di incontro propiziate dal virtuale, ma nemmeno farò l’ambasciatrice entusiasta della nuova frontiera dei rapporti umani.
Di fondo, è VERO che quello che si trova nella realtà VIRTUALE NON si discosta MOLTO DAL REALE.
Però, cari miei, stateci attenti quando decidete di oltrepassare la soglia del contatto superficiale e sporadico per decidere che quella o quelle persone c'entrano davvero qualcosa con la vostra vita
. Se siete abbastanza fortunati da incontrare sul Web persone che stanno a venti chilometri da voi, potrete fare tutte le risse di questo mondo al telefono o al pc ma sarete sempre in tempo a chiedergli ragione di comportamenti ed atteggiamenti con poca fatica. O a capire veramente chi avete davanti o quanto c’è di vero in cosa vi racconta perchè frequenta luoghi e ambienti a voi prossimi. E conosciuti.
Se invece i conti li dovete fare con chi sta a 400 o 700 chilometri di distanza, PARTITE DALL’ IDEA CHE NON POTETE PIU' ESSERE SICURI DI NIENTE.
Vi dovrete fidare di quel vi che racconta.
Regola numero uno: Pochissimi raccontano tutto con sincerità anche quando fatti e situazioni lo imporrebbero.
Anzi, forti di aver instaurato rapporti partendo giusto dal virtuale ( anche se più virtuali non sono) si riempiono la bocca di frasi del tipo : " Non bisogna aspettarsi molto ....io ho sempre fatto così...ti sei fatto/a troppe aspettative...siamo lontani...è una cosa nata in Rete..".ecc ecc
E, soprattutto, da quella distanza è molto facile raccontare la PROPRIA realtà edulcorandola magari con qualche omissioncella qua e la.
PRIMA CONSIDERAZIONE IMPORTANTE: lanciatevi oltre la barriera di distanze e chilometri con tutti voi stessi SE e SOLO SE vi accorgete di aver a che fare con persone sincere che vi dicono TANTO di loro . Di bello e di brutto. EVITATE UOMINI /DONNE DEL MISTERO. Purtroppo ( ma è così...) in Rete è facile ammantare con un velo di intrigante enigma realtà che svelate farebbero fuggire chiunque sano di mente a gambe levate. Siate sinceri voi per primi, ma pretendete la stessa cosa dalla controparte . E' l'unica possibilità che avete per evitare delusioni, cantonate e perdite di tempo. Non fatevi incantare da veli di mistero che in realtà sono veli pietosi.
Quando le distanze sono lunghe diventa IMPOSSIBILE o quasi “regolare i conti” Magari voi( e anch'io) non avreste problemi a prendere macchina, o treno od aereo per agguantare qualcuno sotto casa per farvi le vostre ragioni.
Invece aspettatevi il rifiuto e lo scantonamento . L’accampare pseudomotivi fumosi o il tentativo di ergere barriere di improvviso distacco . Mail anodine e burocratiche e poi sparizione, cellulari spenti, messenger perennemente in invisibile o essere piazzati sull’unico account disattivato su venti attivi ed altro ancora. Praticamente, invece di buttarvi giù al telefono vi hanno buttato giù al pc. Capito, i furbastri????
Purtroppo è così, sappiatelo. E non potete farci niente. Forte proprio della virtualità, spariranno così bene dal vostro orizzonte che nemmeno “ Chi l’ha visto” li rintraccerebbe. Voi lasciateli perdere. Peccato che avreste già dovuto farlo da un pezzo, e , se va bene, vi hanno fatto perdere tempo , risorse e lasciato la sgradevole ma veritiera sensazione di essere stati gabbati.
I rapporti umani di rilievo a vario titolo via Web sono tuttavia più che possibili ed io personalmente sono giunta alla conclusione che, tutto sommato, ne vale eccome la pena. I quattro giorni appena trascorsi ne sono una prova.
PERO’, VI AVVERTO . SI TRATTA DI UN ENORME VASO DI PANDORA , Se non si sta più che attenti, può capitare anche alle persone più accorte e benintenzionate del mondo di tirare fuori demoni e furie quando si pensava di aver incontrato degli angeli. A portata di pochi click di mouse
La prossima puntata, vi racconterò come e perchè io l’ho scoperchiato . Ed infine, cosa succede ai sentimenti quando sono mediati dal Web. Non mi occuperò di come vanno e si gestiscono rapporti di affari perchè non ne so nulla. E nemmeno come si tengono in piedi storie di sesso perchè altrettanto nulla so di siti di incontri et similia.
Però, ci sarà il capitolo dedicato al LOVE ON WEB e lì darò il mio meglio. Farò faville, lo prometto!!!! E dirò tante cose interessanti, ma interessanti davvero. ( ecco, lo sapevo che questa postilla avrebbe rialzato la vostra soglia di attenzione...ehehe...)
( to be continued...Stay tuned!!!)
5/20/2009 Giardini lontani
Giardini lontani
Ieri ho rivisto il mio giardino lontano.
Veramente non è nè mio nè lontano.
Ma il senso di appartenenza non c’entra niente con possesso e proprietà. E un luogo dove ho passato giornate e giornate spendendovi gli attimi forse più belli ed irripetibili della fanciullezza non può non essere “ il mio"
Anche se i legittimi proprietari sono nobili genovesi accorti e benestanti. Però, all’epoca, i legittimi proprietari,capitanati dalla vecchia e bisbetica marchesa, si facevano vivi solo durante i mesi estivi . Quindi, tutto il resto dell’anno, le padrone e le signore di quel luogo incantato eravamo io e la mia amica S. Se litigavamo , lei sapeva come vendicarsi.
Invitava qualcun'altra a giocare con lei nel giardino.
Io ci restavo malissimo, ma la vendetta le si ritorceva presto contro perchè le bastavano due o tre pomeriggi al massimo per capire che non si sarebbe mai divertita con nessun altra tanto quanto con me.
Così suggellavamo la pace seduta stante, ed io ritornavo
Tolleravamo con malcelato fastidio e sufficienza la presenza del fattore che curava l’orto e quella dispettosa del di lei fratello e dei suoi amici. S.,figlia del custode del palazzo. Nonchè giardiniere abile e preciso. Ed anche operaio in una grande fabbrica che oggi non esiste più. Residente, appunto, nella casa del custode che era collegata al palazzo da porticine e scalette celate lungo il corridoio e nei ripostigli.
Anche se già allora attorno alle sue alte mura la campagna non c’era più ma solo due strade trafficate, il posto è ancora meraviglioso.
Allora però c’era il torrente sul terzo lato, scoperto e pieno di rane e girini. Ora l’hanno soffocato sotto un parcheggio e opprimenti ed orribili palazzoni sono l’ orizzonte purtroppo non molto lontano.
Ma la grande macchia verde nel cosiddetto "tessuto urbano", per adesso, resiste.
E’ pericoloso , a volte, ritornare nei giardini lontani. Luoghi una volta bellissimi e resi ancora più sfolgoranti dal riverbero della memoria infantile diventati squallidi, miseri e desolati.
Il mio giardino lontano, invece, è ancora lì, intatto.
Pure la vasca con le ninfee. Pure le altalene sulle quali io e S. ci producevamo in spericolate acrobazie. Un piccolo ma splendido giardino all’italiana fragrante di magnolie, glicini, camelie annose e peonie che circonda il palazzo su due lati. E poi il grande orto, affastellato come tutti gli orti liguri. Ieri l’ho ripercorso in lungo ed in largo. Non senza estrema emozione. Le foto le vedete nell’album, non sto a farla lunga . E non vi tedio con la dettagliata descrizione dei miei sentimenti e delle mie sensazioni.
Mi è venuta in mente una novella di Buzzati,però .
Si intitola:“Quando l’ombra scende”.
In essa, un signore cinquantenne grigio, segaligno e grifagno incontra nella soffitta se stesso bimbo dodicenne venuto a riprendersi i giocattoli. Il bimbo non lo riconosce, e l’uomo gli fa sapere compiaciuto che da grande diventerà una persona ricca ed importante. Molto ricca ed importante.
“ Se è diventato importante-ribatte il bimbo- allora sarà di sicuro un generale o un grande esploratore. E se è ricco, si sarà comprato un bel cavallo ".
Macchè, risponde l'adulto con un sogghigno di sufficienza e di commiserazione per lo stupido bambino. Si è comprato ovviamente tutt’altro, mica ha inseguito sciocchi sogni infantili . Oggetti seri e costosi, all'altezza del suo essere potente e dovizioso.
. Ed è diventato importante. Un importante capo contabile, mica un buffone da romanzetto di avventure.
Il bimbo, sgomento e smarrito, sparisce rapidamente nel buio della soffitta.
Per sempre.
Non sono ricca, ma se lo fossi un cavallo me lo sarei già comprato. Non sono un generale, anche se fare l’esploratore mi sarebbe piaciuto molto.
Però, non sono diventata nemmeno un capo contabile, di quelli ricchi ed importanti.
Grazie al cielo.
Stay tuned!!!!
( non fate quelle facce...ve l'avevo detto che ogni tanto mi viene voglia di un intervento serio...
5/11/2009 I sopravvissuti : Sue Ellen di Dallas ( II parte)Esaminerò oggi il secondo caso di FOSSILE UMANO VIVENTE:
una simil-Sue Ellen Ewing
( moglie di J.R. Ewing, from Southfork ranch, Dallas, Texas, U.S.A.)
Premetto una cosa.
Mentre la moda anni '70 CHIC mi è sempre piaciuta e mi rispecchia appieno
con gli anni '80....
AVRO' SEMPRE UN CONTO IN SOSPESO
Mi sono sentita assai fuori posto, negli anni '80.
Detestavo QUELLA musica .
Avrei dato fuoco con il lanciafiamme al ciuffo di Simon Le Bon e alla chioma di Joey Tempest degli Europe. ( E anche al resto attaccato)
Televisione, ne ho sempre guardata pochissima.
Ma, all'apparire delle prime tettone in lustrini, il mio disinteresse divenne una latitanza da cui uscivo giusto per " Telefono giallo" o " Il mondo di Quark".
Il clima godereccio e spendereccio magari me lo sarei goduto se avessi avuto dieci anni di più.
Ma allora ero un'adolescente acerba ed incerta, sopita ma inquieta, divisa tra piccole e grandi insicurezze , priva di punti di riferimento oltre i libri che divoravo.
L'ambiente scolastico era orribile e detestabile, purtroppo senza possibilità di fuga.
E, si capisce, se pure le amicizie che avevo cominciavano a farmi discorsi del tipo : " Ma smettila di ascoltare quelle lagna dei...come si chiamano..??? Deep Purple..??? Dai, vuoi mettere " Save a prayer"o " The final countdown"..???"....va da sè che la cosa avesse l'impatto di un tradimento e mi incazzassi pure parecchio.
Ma , nel mio piccolo, una cosa in particolare trovavo
AGGHIACCIANTE:
LA MODAAAAA!!!!!!
Mio Dio.
Ritengo alcuni esiti della moda anni '80 l'epitome massima del cattivo gusto del secolo scorso.
I colori, violenti, e abbinati peggio.
Le proporzioni.
Lunghe, larghe, informi.
Terribili.
Le giacchi oversize messe su pantaloni molli a vita alta e pinces.
E a fondo talmente stretto da doversi piallare i piedi per infilarceli.
Quelle vite ascellari in grado di devastare le proporzioni anche ad una top model.
Magnifiche, poi, se ad indossarle era una TAP model che infilava nei pantaloni una bella camiciona oversize facendola abbondantemente" blusare."
Power suit, lo chiamavano.
Uscito dritto dritto dall'ufficio di Gordon Gekko in " Wall Street"
Drappeggi, applicazioni, paccottiglia che facevano risuonare anche una semplice t-shirt come l'armatura di un guerriero medioevale.
E poi, L' ORRORE SUPREMO,
ALLO STATO PURO.
LE SPALLONE
Ho passato un intero decennio a togliere spalle.
Da camicie, cardigan, giacche. Persino canotte.
Ne ho riempito cassetti.
Ricordo che una volta mia madre mi portò dalla Benetton per acquisti.
Comprai una camicia a righe arancio ( oversize), una maglia di cotone lavorata verde acqua ed una giacchina sul beige.
TUTTE AVEVANO LE SPALLONE.
Persino la camicia
Dissi alla commessa che volevo toglierle.
" Ma noooooo!!!! Ma cosa diciii!!!! Poi si rovina tutta la lineaaa!!!"
A casa, provvedetti io di persona
Comunque, qui sulla Riviera ligure di Levante , invece, una fan irriducibile delle spallone
C' E'
E' una signora di età indefinibile ( la stessa da venticinque anni, ormai).
Ha i capelli tinti di nero lucido da scarpe.
Ogni anno sempre più radi, però.
Anche perchè dagli anni '80 la signora li porta tiratissimi sopra il cocuzzolo raccolti in una "banana" o in ancora più improbabili ricciolini.
Rigorosamente anni '80 il trucco oltre al parrucco.
Il make-up che poi non so quanto la faccia "up", visto che il colorito lampadato anche in pieno inverno ha chiesto il suo tributo in rughe profonde quanto il Grand Canyon.
Generosamente riempite però di fard e fondotinta.
L' abbigliamento....beh, a differenza di Marcella Bella, un pregio la signora ce l'ha.
E' anni '80, quindi oversize.
E quindi, nasconde imbarazzanti défaillances della shilouette.
Concorderete con me che però un completo casacca-pantaloni di raso lucidissimo in colori discreti e sobri che vanno dal blu elettrico al fucsia passando per il verde ramarro sia di per sè stesso una caduta di stile.
La casacca, inutile puntualizzarlo, è corazzata.
Di ferramenta dorata varia
e DALLE SPALLONE
La incrocio spesso poichè, per raggiungere il set di Dallas dove certamente ormai non interpreta più Sue Ellen ma qualche segretaria agéé di J.R., la signora usa la bicicletta.
Anni '80 anche quella, ovviamente.
Con le ruote enormi, la canna che sembra un arabesco.
Color rosa shocking.
Però c'è un dettaglio che la ingentilisce
Ha il cestino di vimini, bianco .
e, dentro il cestino, in estate e in inverno....
.....
....
UN ENORME BOUQUET DI MARGHERITE BIANCHE, FINTE
( ora però basta ridere, prima di tutto perchè è vero, poi perchè il prossimo post sarà serio....lo giuro...)
Stay tuned!!!!
4/25/2009 I sopravvissuti :tipi anni '70 e tipi anni '80 (Prima parte: Marcella Bella)Non so se è capitato anche a voi di incrociare dei sopravvissuti.
Dove per sopravvissuti intendo dei veri e propri FOSSILI VIVENTI
No, no , questo non è un post zoologico
Oppure sì, se nel senso di zoologico si intende zoo umano.
I fossili viventi di cui voglio parlare non sono però l'uomo di Neanderthal o l'australopiteco Lucy.
No. Sono MOLTO MOLTO più recenti come epoca, MOLTO MOLTO più distanti come aspetto da noi di loro
Sì, perchè mentre l'uomo di Neanderthal o l'australopiteco non si sa come si vestissero ( o se si vestissero), ma sono convinta sfoggiassero comunque un look assolutamente sobrio ed intonato al loro tempo....che dire invece di chi nell'anno di grazia 2009...
sembra uscita fresca fresca dal set di " Dallas" o da 40 anni circa si veste come Marcella Bella anno 1971????
Tanto per essere chiari, questi sono i look ai quali mi riferisco:
....questa è Marcella Bella anno 1971...
...e questa Sue Ellen di Dallas ( l'attrice Linda Gray) nel suo fulgore anni '80 . Allora, ricapitoliamo. Negli anni '70 avevo una compagnuccia di giochi . Non era precisamente mia amica nè ci frequentavamo granchè. Anzi, lei spesso dava prova di precoce e detestabile malizia " femminile" facendo e disfacendo alleanze e istigando stucchevolissimi e fastidiosissimi complotti infantili . Va da sè che, quindi, non avendo molti tratti caratteriali in comune, di lei ricordi soprattutto sorrisini, sguardi obliqui e dispetti stupidini Comunque, ormai tutto questo è acqua passata . Lei ora lavora al banco in rosticceria e quando mi vede mi sorride e mi saluta con gentilezza e calore. Quella che invece non è passata è sua madre. O meglio, il look di sua madre
Ormai la signora, conti alla mano, è sulla sessantina passata. E CONTINUA A VESTIRSI COME MARCELLA BELLA ANNO 1971 A parte l'incongruenza anagrafica e temporale, va detto che mentre Marcella Bella bella lo è stata e lo è non solo di nome ma anche di fatto ( e comunque ha cambiato nel corso degli anni il modo di vestirsi...)....la signora in questione, BELLA NON lo è MAI stata. Nemmeno quasi quarant'anni fa, se ben ricordo. Allora forse, era un " TIPO", come si diceva. Testone di capelli afro , appunto alla Marcella, trucco marcato, occhi perennemente nascosti dietro occhialoni fumè, magliette attilattissime colorate portate senza reggiseno(.. Anche se il fisico poi proprio proprio giusto non lo era e tutto il resto di conseguenza. Beh, ora trascinate questo "tipo" CON LO STESSO IDENTICO ABBIGLIAMENTO lungo il corso dei DECENNI. Il fisico cambia. Il corpo cambia. La moda cambia. Nostra signora Marcella Bella dei poveri subisce l'inevitabile tracollo fisico, ma... .... NON CAMBIA!!!!!!! ( look, s'intende!) Al di là delle considerazioni legate al buon gusto e al buon senso, la sua apparizione in strada negli anni '80, era salutata da sguardi esterrefatti e pure da risate.
Ora, senza essere esperti di storia del costume, capirete lo smarrimento suscitato da una maglietta aderentissima, da pantaloni a zampa e zeppe in un'era di spallone, oversize e pantaloni così stretti in fondo che per farci passare il piede bisognava piegarlo e tenderlo come le ballerine. La signora era additata come un fenomeno,o quasi Un fossile vivente, appunto. Ricordo che una volta ebbi anch'io qualche imbarazzo a causa sua
Ero in biblioteca, quando la incrociai per caso. Si vede che quel giorno era in vena di confidenza, e mi si avvicinò tutta gentile per chiedermi cosa facessi, dove studiassi, eccetera ,eccetera e portarmi i saluti della figlia. Mi ricordo di aver sentito, nel corso del breve colloquio, il peso intero degli sguardi della biblioteca convergere su di noi. Quando se ne fu andata, nel giro di mezz'ora tre amiche ed un compagno di classe mi posero tutti la fatidica domanda : " MA TU LA CONOSCI, QUELLA???" Sinceramente, non ricordo cosa risposi
Io, invece, evidentemente già presaga di anomali destini lavorativi, mi ponevo il problema di come si approvvigionasse in pieni anni '80 di zeppe e zampe d'elefante
E' vero che ormai da più di dieci anni la moda ha fatto pace con gli anni '70 E quindi adesso pantaloni a zampa e zeppe non solo sono sdoganati ma attualissimi. E quindi, indossati dalla persona giusta, sono ritornati ad essere à la page .
Ma la signora, la signora....chi lo dice alla signora che Marcella Bella non si mette più gli hot pants da un pezzo....????
stay tuned!!! ...il prossimo post invece sarà dedicato a chi si aggira per la Riviera ligure in versione Sue Ellen di Dallas...
4/15/2009 Con chi non entrare nei negozi : parenti e/o amici invidiosi ( IV parte)Prima di cominciare, una piccola premessa.
Qualcuno potrebbe pensare come diavolo mi può venire in mente, proprio in questi giorni, di riempire di cavolate questo blog.
E, semmai, mi consiglierebbe di tacere o quantomeno di esprimere solidarietà o di scrivere un post coerente con quello che sta succedendo in Abruzzo.
Non lo farò.
Ma non per insensibilità o superficialità.
Innanzitutto, dire cose non banali e scontate è difficile.
Poi, ho già letto un post talmente bello da Sonja che tutte le parole me le hanno "rubate "lei e Barbara.
Poi perchè i modi di esprimere il dolore non sono gli stessi per tutte le persone.
E dietro alla leggerezza e all' ironia non è detto che non ci sia un cuore straziato.
....continuiamo quindi da dove eravamo rimasti.
Passarono circa quattro mesi da quel giorno.
Eravamo quindi ormai verso la fine dei saldi.
Una domenica caotica, il negozio pieno di gente.
Quel giorno, varcò timidamente la soglia una ragazza sui venticinque anni che attese educatamente il suo turno.
Quando arrivammo a lei, prima ancora di chiederle cosa volesse, io e la commessa l'avevamo nel frattempo scandagliata per capire al volo taglia, forma fisica, possibile richiesta .
Quando il tempo è poco, l'assortimento ridotto al minimo e c'è parecchia gente, è VITALE fare questo lavoro preliminare per dire subito al cliente se il capo desiderato c'è ancora nella sua taglia o no.
Da qui una scansione della persona che di norma appartiene ai maschietti
Beh, la tipa in questione era del tipo cosiddetto " Olivia lungo".
Il tipo " Olivia lungo" descrive una spilungona dalle spalle strette, collo lungo, poche tette, fiancotti.
Una pera allungata, insomma.
La dentatura cavallina accentuava l'impressione.
Viso non particolarmente bello, anzi.
Look che era un florilegio di tentativi assai poco riusciti di imitare capi ricercati.
Insomma, il genere di persona che spesso entra solo in saldo alla ricerca del colpo fortunato.
E poi, comunque, il tipo " Olivia lungo" ha un vantaggio.
Non è difficile da vestire bene.
Restammo abbastanza stupite quando , moolto gentilmente ed educatamente, ci chiese di voler provare un cappotto di Antonio Fusco in vetrina.
L'ultimo rimasto, al 50%.
Io e la commessa ci guardammo con un sorrisetto compiaciuto.
Era una 44 e non solo la taglia era perfetta.
Era il SUO cappotto.
Infatti.
Perfetto.
Nemmeno le maniche erano da accorciare.
Olivia si rimirava allo specchio centrale.
Un lieve rossore sulle guance, un sorriso estatico ( e persino un po' ebete...) che facevano tenerezza.
" Come sono contenta....ho aspettato il 50% , ma era da tre mesi che lo rimiravo...avevo paura di non trovarlo più...non sono entrata fino a che non l'ho visto in vetrina...pensavo non ci fosse più... come mi sta bene...sembro un'altra..."
Insomma, la più facile delle vendite era conclusa.
Invece...
INVECE.....
Eccola fare un' AGGHIACCIANTE richiesta, sempre con quel sorriso timido :
" Prima, però, devo chiedere un parere ad una persona..."
Oh no. Oh no.
Sicuramente, la telefonata al fidanzato. Alla mamma. SICURAMENTE, a qualcuno che troverà il capo caro ed inutile, eccetera eccetera...
No, niente di tutto questo.
" Faccio una telefonata...A MIA CUGINA"
" Beh, allora era meglio se fosse venuta con sua cugina...come fa a dirle com'è fatto il cappotto al cellulare???"
" No no...mia cugina ha comprato qui da voi un cappotto simile a questo, tre mesi fa. Adesso devo chiederle se le va bene che me lo compri pure io"
Penso di non aver strabuzzato mai gli occhi così tanto in vita mia.
E, contemporaneamente, mi balenò nella testa un orribile flash
Oddio. La cugina. Sì, la cugina.
Avevo già capito chi fosse.
La tizia bella, arrogante e faccia da schiaffi che tre mesi prima aveva comprato un cappotto con lo stesso tipo di taglio. Spinato marrone, però.
Mentre questo era nero e leggermente diverso.
Un buon generale non deve MAI pensare che la battaglia sia persa in partenza.
Ma, stavolta, non lo pensavo.
Guardai la faccia della tipa.
STAVOLTA, LO SAPEVO CHE ERA PERSA. LA BATTAGLIA, ED OGNI GUERRA SAREBBE STATA INUTILE.
Tentai un'estrema difesa, però
" Ma ..ma...sì, mi pare di ricordare....ma il cappotto era diverso..il colore, poi.."
" No, no, devo chiederle il permesso.
Sennò, mia cugina, se compro qualcosa che lei ha già, si arrabbia.
Non lo dà a vedere, ma si arrabbia.
Poi non mi parla.
E poi, la domenica, quando andiamo a messa assieme...."
"....quando andate a messa assieme......cosa...???!!!!!"
" Quando andiamo a messa assieme ed entriamo in chiesa assieme, si vede se abbiamo qualcosa di uguale addosso. Mia cugina me lo dice sempre e non vuole che succeda.
Non fa bella figura"
Aveva già il telefonino incollato all'orecchio, trepidante.
Ormai non la seguivo più da un pezzo.
Ascoltai però come in un rimbombo le sue parole:
"....ciao, ciao, sì sono io. Sono in quel negozio...quello del tuo cappotto sai....beh, ti vorrei dire che...che...se non ti dispiace...se non ti arrabbi...io...anch'io...un cappotto..."
"............"
"........"
".........."
"...no....veramente non è PROPRIO uguale al tuo....il colore...diverso...la forma, un po'...."
" Ah....dici che no...no no figurati...no no, non dire beh-se-proprio-vuoi....ho capito....no...d'accordo....allora...ciao...."
Chiuse il cellulare, mi guardò e sosprirò. Un grosso, grosso sospiro.
" Mia cugina ha detto che le dispiace"
" E TU DILLE CHE VADA A @@@@@@"
( giuro, stava per uscirmi di bocca.....
Il cappotto rimase lì. Lei uscì guardandolo ancora.Con lo stesso sguardo implorante ed afflitto con cui ci si distacca per l'ultima volta da un amante adorato.
Il cappotto la implorava " Prendimi" e lei, fedele alla dottrina del sacrificio e dell'autoflagellazione inutile e dannosa, non lo prese e rimuginò chissà quanto sulla sua inutile virtù e su quanto le era costato esserle fedele.
Peggio per lei. Il cappotto lo vendemmo qualche giorno dopo ad una tipa bitorzoluta a cui stava da schifo ma almeno con il coraggio di battersene l'anima di cugine @@@@@@ ed affini
Speriamo, si fosse trattato di un amante in carne ed ossa, si sia fatta meno problemi.
A meno che, si capisce, non l'abbia visto per primo la cugina.
Chissà, la gente potrebbe pensar male vedendole entrare in chiesa per la messa accanto allo STESSO uomo.
3/25/2009 CON CHI NON BISOGNA ENTRARE NEI NEGOZI : PARENTI E/O AMICI INVIDIOSI ( III PARTE)Ci sono tante, troppe cose che possono devastarci la vita.
Alcune in grande, e in genere non sono evitabili.
Altre in piccolo. E, a volte evitabilissime.
E' proprio di piccole devastazioni evitabili che voglio tornare a parlare, riprendendo il discorso sulle persone da EVITARE come la peste quando si fa shopping.
Un piccolo, delizioso piacere che può essere rovinato ad arte da chi con sottile perfidia dà sfogo alla sua invidia o si diverte a minarci l'autostima.
Io non riesco ancora a capacitarmi di come tanta gente possa cadere vittima consenziente di queste persone.
Un caso pratico l'avevo già descritto ( leggere qui )
ma oggi voglio esaminarne uno peggiore:
L' AMICA / PARENTE BELLA RICCA ECC ECC...
CHE UMILIA E VESSA L' AMICA / PARENTE SFIGATA ( e un tantinello stupida, questo sì)
Come tutti i fatti riportati in questo blog, l'episodio è TRISTEMENTE vero.
Inverno di circa quattro o cinque anni fa.
In una desolata e buia giornata novembrina, in cui davanti a me vedo solo le chiome delle palme agitarsi rabbiosamente al vento, entra in negozio una bella tipa.
La classica bella delle mie parti.
Tanto per capirci, non la buzzicona o l'aspirante velina.
No. Questa è una bella di mamma, dal look "giusto".
Oddio.
La mamma , che ovviamente la accompagna, il look giusto non ce l' ha per niente.
Nel senso che il suo look è quello della ex-operaia o casalinga o comunque persona di modesta se non modestissima condizione alla quale la sorte ha fatto il dono ( secondo lei..
E quindi coltiva quel mirabile frutto nutrendolo LETTERALMENTE col suo sangue.
Se lei è arrivata alla quinta elementare, la strafiga andrà certamente all'Università
( In genere si iscrive a lettere o a Scienze dell'educazione e veleggia verso la laurea al ritmo di un esame o due all'anno, ma non importa...)
Se lei ha le mani grosse e screpolate da contadina, la figlia potrà spendere patrimoni in french manicure, parrucchiere ed estetista.
Se lei, come in questo caso, è vestita di stracci da mercato e indossa scarpe scalcagnate, la fighissima sarà strafirmata dalla testa ai piedi.
Come infatti è .
Che poi nutrire il virgulto a lacrime , sangue e adorazione perpetua e sconfinata causi anche spiacevoli effetti collaterali, per una madre come quella davanti a me , è un dettaglio trascurabile.
Che molto facilmente il virgulto sviluppi un'indole odiosa, insopportabile, arrogante, egoista e , come si suol dire, "se la tiri tanto da stapparsela" per un genitore così, è solo un divino vezzo da star di Hollywood .
Tutto questo vi sarà servito a capire l'atteggiamento, i modi e la simpatia della figlia, e quindi non insisto in odiosi dettagli.
Aggiungo solo che, comunque, bella lo è veramente.
Bruna, con i lunghi capelli lisci raccolti impeccabilmente in una coda , make-up ( tanto, anche troppo...) curatissimo, viso classico e perfetto, occhi scuri sapientemente sottolineati, fisico slanciato, snello e ben fatto.
Certo, le donne bellissime che ho conosciuto io non hanno solo questo .
Oppure ,sono bellissime proprio perchè somma di deliziose impefezioni.
Però in più hanno fascino, carisma, uno sguardo che ti folgora ed un sorriso ammaliante.
Questa aveva il fascino di una bietola lessa, ovviamente era ingrugnata come un pit-bull e lo sguardo ispirava solo una fortissima antipatia.
Aveva tutto quello che bastava, però, per essere considerata una bella di paese..almeno in tutta la Riviera Ligure.
Tanto per capirci e fare sfoggio di cultura, mi ricordava il farmacista Homais che , per elogiare la bellezza di Madame Bovary, esclama convinto che una donna di classe come lei "non sfigurerebbe nemmeno in una sottoprefettura"
Avete quindi capito bene il genere, no????
Comunque, cerca da me un cappotto.
Un cappotto classico , sartoriale.
Dall'impeccabile taglio maschile ma avvitato sulla figura femminile in modo da esaltarla al massimo.
Quell'anno avevo, tra gli altri, due serie di cappotti spinati di Antonio Fusco che erano autentici capolavori.
Convinta di giocare bene le mie carte, le feci indossare quello con la resca marrone.
Cose a cui lei si sottopose con condiscendenza, sfilandosi quello di Prada che aveva .
Ora, sia perchè il suo in tessuto tecnico non era davvero nulla di speciale, sia perchè il mio era invece superbo e le stava obbiettivamente da dio, vidi comparirle sulla faccia mentre si specchiava una vaga smorfia di narcisismo soddisfatto e gongolante.
Capii che era fatta.
Bastava solo lavorarsi la madre, ma ci voleva poco.
Sapevo anche che non avrebbe battuto ciglio sul prezzo.
Che era, se non ricordo male, di circa 800 euro o poco più.
Infatti.
Bastò fingessi pure io di essere estasiata ed adorante davanti a quel capolavoro di figlia.
Il portafogli si schiuse più rapidamente che la caverna del tesoro davanti ad Alì Babà.
Quella sera ero assai contenta, ma dimenticai ben presto il personaggio.
Me ne capitano tanti, purtroppo....
Però, però....la cosa non finii lì, ma ebbe un incredibile strascico dopo più di quattro mesi....
STAY TUNED !!!!
3/15/2009 La barca, la sabbia....
Queste vecchie foto ...... ...mi hanno sempre fatta pensare.... eccole: questa è un po' sfocata, è vero... ma è questa la sua gemella : Sono datate Agosto 1961. Le ho sempre trovate BELLISSIME Sarà per il loro bianco e nero un po' ingiallito, che su una nostalgica come me fa sempre presa . Sarà perchè le ragazze sono non solo belle ma, soprattutto,INCREDIBILMENTE CHIC. Stanno facendo un giretto in barca, però hanno i capelli in perfetto ordine, il giro di perle,indossano un prendisole drappeggiato oppure gonna e maglietta. Sarà perchè questi scatti sono estemporanei, non posati e sprigionano tutta l' indolente bellezza di un pomeriggio estivo al mare Sarà perchè i ragazzi potrebbero essere ragazzi di adesso dall' aria cordiale e pulita. E poi, non stanno facendo assolutamente nulla di speciale. Non sono su uno yacht esclusivo , ma su un gozzetto a remi che beccheggia sulle onde. Basta loro quel poco, di quel momento. E quindi stanno bene e sono sereni...felici , forse. Però, però... quando contemplo una felicità così piena ( perchè la felicità PIENA è solo una come questa, c'è poco da dire e ancor meno da fare...senza pensieri. ....senza altri pensieri che non godersi il mare, il sole, la bellezza, la gioventù, la compagnia...) ...non riesco ad allontanare i miei pensieri e a disgiungerli da una sensazione di terribile sgomento. Che sta tutta in un'altra immagine. Questa.
Un aneddoto minimo e così remoto spiega più di mille discorsi cosa voglio dire..... ..... le mani hanno, finalmente trovato dopo tanto scavare, frugare.... qualcosa di bello. Di desiderato, di sospirato, di voluto. O di inaspettato . Come la figurina che trovai davanti alla porta dell'aula di catechismo tanti e tanti anni fa. Era la numero 70 di una raccolta che si chiamava " Cani, gatti & ." La classica figurina "introvabile"o presunta tale. Quella, comunque, che mi mancava per completare l' intero album. Cercata allo spasimo, avevo pure sparso la voce che l'avrei scambiata non per una ma anche per TRE mancanti. Macchè. Della figurina numero 70 manco l'ombra. Finchè eccola lì davanti a me, magicamente piovuta dal cielo Mi avessero fatto l'esame di catechismo quel giorno, sicuramente sarei stata una comunicanda ancora adesso. Perchè non poteva esserci peggiore sorda di me quel giorno ai predicozzi del parroco e della suora catechista Non avevo in mente altro che correre a casa ad appiccicare la mia figurina per riempire quell'unico posto vuoto. Ogni tanto aprivo il libretto e controllavo che fosse sempre lì, tra le pagine. A casa, però, non la trovai più. Forse, nella foga di correre giù dalle scale delle Opere Parrocchiali mulinando il sacchetto di plastica dove tenevo tutto l'armamentario catechistico, la mia figurina aveva di nuovo preso il volo. Lo sconforto e la desolazione furono tali da farmi dubitare persino di averla avuta in mano. Sul mio album rimase per sempre quel buco vuoto e mai e poi mai i miei genitori avrebbero mandato la richiesta alla Casa Editrice per l'inoltro della mancante. Altri tempi, altri metodi educativi.
Com'è terribile il pensiero della felicità quando si diventa consapevoli che nel momento stesso in cui la si ottiene e la si possiede ....eccola trasformarsi, tante volte, in un pugno di sabbia che sfugge inesorabilmente e miserevolmente tra le dita, per sempre.
3/1/2009 Pannello dipintoPANNELLO DIPINTO
Questo post è dedicato alla mia amica MARINA
(che, con un po' di fortuna, potrei incontrare tra non molto tempo)
....immaginando che anche lei ami esercitare l'arte sublime del "riciclo+fantasia" ( ed un pizzico di cazzeggio..)
A volte mi piace immaginare gli oggetti con funzioni diverse dalle loro.
Specialmente se sono belli, od originali, od unici.
Oppure, molto più semplicemente, mi piacciono.
Indipendentemente dal loro valore.
Anzi, l'avventura diventa ancora più stuzzicante se l'oggetto in esame è qualcosa di cui sbarazzarsi...un "rifiuto", insomma.
Circa due anni fa, scorsi nell'ammasso di vecchio legname accatastato nel terreno del mio vicino, tre o quattro oggetti in legno arrotolati.
Mi incuriosì il loro colore arancio vivace.
Troppo attratta da questo particolare, li esaminai e mi accorsi che si trattava di vecchie tapparelle in legno.
Di almeno trent'anni prima.
Uguali a quelle della casa dove abitavo.
Di cui ricordavo il fragore quando il vento invernale soffiava furibondo nel vicoletto tra i due palazzoni dove si apriva la mia cameretta.
Un rumore insopportabile di notte, tanto che ( nonostante da bimba il mio sonno fosse di pietra...) addormentarsi diventava quasi impossibile.
Di giorno, invece, quel frastuono non mi era molesto.
Faceva da sottofondo ai miei compiti, alle mie letture, ai miei disegni, ed il suo ricordo insieme a quello degli spifferi gelidi che invadevano la casa malriscaldata mi riempie ancora adesso di una certa malinconica nostalgia.
Per cose ormai remotissime, e nemmeno tanto belle o speciali.
Chissà come mai...
Ora, non so se fu questa nostalgia a rendermi così simpatici al primo acchito quegli oggetti.
C'era da dire che il legno era ancora bello ed in ottimo stato.
E, invece di essere opache e verdastre, come quelle della mia casa anni'70, queste erano di un bellissimo e lucido arancio.
Dopo averle ripulite, pensai che sulle pareti di casa mia, celeste chiaro ( un po' più chiaro dello sfondo di questo blog, tanto per capirci), con quel magnifico colore, sarebbero state benissimo appese come elemento decorativo.
La cosa era carina ma non poteva finire lì.
Un giorno, a Dicembre scorso, mi venne un 'idea.
Comprai tre tubetti di tempera acrilica ( rosso e blu primari , bianco)
e mi misi a pasticciarci sopra.
Dopo due mesi, questo è il risultato finale:
Quando mi verrà un'altra idea ( e avrò tempo per realizzarla....) passerò ad occuparmi anche dell'altra tapparella
Questo è il risultato nel suo contesto:
CIAO MARINAA!!!
2/21/2009 Premio ...e dedica...:)Sempre di corsa a causa del lavoro
il premio che mi è stato assegnato da EMILIO:
Ora, io non so se sono un " Angelo sotto mentite spoglie", come asserisce Emilio che mi ha premiato per l'amicizia dimostrata e manifestata...
però...
SONO FELICISSIMA
Il regolamento del premio prevederebbe di estenderlo ad altri amici .
Tuttavia, mi sento molto in difficoltà a fare dei nomi in particolare
perchè in questo anno di Spaces ho conosciuto TANTISSIME belle persone che si sono aggiunte a quelle già incontrate sul Web in una mia precedente esperienza forumistica e che ho avuto anche modo di conoscere e frequentare nella realtà quotidiana.
E spero tanto che pure le amicizie degli Spaces, almeno in qualche caso, si tramutino presto in conoscenze reali (
Quindi, dedico questo premio a TUTTI i miei amici( ahimè ) virtuali o non .
Però, un pensiero particolare lo voglio fare alla mia amica ERIANA.
Tra l'altro, prima conoscenza tramutatasi dal virtuale al reale da quasi tre anni .
Non so se avrà il tempo, il modo o la voglia di passare di qui, ma l'amicizia va oltre i riscontri 8 seppur graditi, beninteso!) su un blog.
A TUTTI VOI , POI....
GRAZIEEE!!!!!
P.S. :
Sbirciando le statistiche, ieri questo blog ha girato la boa delle 15.000 pagine visitate....anche se suppongo siano state molto di più, visto i numerosi black out e bachi delle statistiche stesse che non hanno, a volte, nemmeno registrato gli accessi delle persone che lasciavano commenti.
Considerato che i primi timidi post sono di maggio 2007 ma in realtà non ho praticamente scritto nulla fino ad un anno fa, e, inoltre, fino a settembre 2007 il blog era accessibile solo agli amici, nn è un cattivo risultato.
Comunque, non mi interessano i numeri quanto sapere che ho creato un microscopico angolino del Web dove le persone possano leggere, guardare foto e commentare in assoluta libertà e tranquillità.
Questo è IMPORTANTISSIMO.
GRAZIE ANCORA, DI VERO CUORE, A TUTTI.
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